VIVERE BENE E ATTIVITÀ FISICA

Vivere bene il nostro corpo, curarlo e alimentarlo, dedicandogli spazio e attenzione sono tutte azioni che ci permettono di aumentare la nostra sicurezza, la nostra autostima, mantenendo un sano equilibrio psicofisico, incrementando doti quali l'autonomia, la creatività, il senso di responsabilità, e facilitando le nostre interazioni con gli altri. 
L'attività fisica, i nostri movimenti, i gesti che compiamo quotidianamente costituiscono infatti un ponte di collegamento fra la dimensione fisico-funzionale e quella psichico-intellettuale di ognuno di noi. 
Come dimostra la medicina psicosomatica, soma e psiche sono un tutto unico, in continua interazione, si muovono all'unisono, influenzandosi reciprocamente, filtrando e unificando le informazioni che provengono dal mondo esterno, inventando risposte adeguate, dipingendo a due mani il quadro della nostra personalità. 
Sapersi esprimere tramite gesti semplici ed efficaci, essere consapevoli della nostra modalità di rapportarci agli altri, della nostra espressività, muoverci in modo armonico e con grazia, coordinando abilmente i movimenti, facendone un linguaggio in grado di raccontarci, sono obiettivi che tutti possiamo raggiungere con un minimo di impegno e da cui possiamo trarre grande giovamento. 
Se consideriamo che siamo destinati a convivere col nostro corpo fino alla morte, ne consegue che non è solo opportuno, ma necessario averne grande rispetto, mantenerlo attivo e funzionante, dedicando tempi e spazi adeguati al mantenimento della forma fisica. Per sviluppare un'attività proficua, sicura ed efficace, è importante sapere cosa fare e come farlo. 
Se abbiamo le idee chiare su quale tipo di attività vogliamo intraprendere e conosciamo le nostre motivazioni, siamo già a buon punto. 
Amiamo allenarci in solitudine, senza distrazioni, facendo del tempo dedicato al nostro corpo un momento di riflessione oppure concepiamo lo sport come un'occasione per stare in compagnia? 
In qualunque caso, se siamo seriamente determinati a impegnarci, oggi le alternative a disposizione sono davvero innumerevoli. Per fare un esempio, moltissime palestre e centri sportivi, se organizzati e condotti da persone competenti e qualificate, possono rappresentare una valida soluzione. I corsi che offrono sono quasi sempre assai diversificati e in grado di rispondere alle esigenze più disparate. 
In molte palestre è ormai possibile anche assistere o partecipare a una o più lezioni di prova, un'esperienza che può rivelarsi determinante per decidere se siamo interessati o meno a intraprendere l'attività.  
Soprattutto per i giovani, conoscere persone nuove e stare insieme appaiono sempre più come motivazioni determinanti nell'approccio all'attività fisica.Colloquiare, divertirsi, confrontarsi, trascorrendo del tempo in modo ludico e piacevole, magari lottando per un comune obiettivo, come capita nei giochi di squadra, consente di allontanare i momenti di stress, ripristinando le energie consumate durante il giorno. Si tratta indubbiamente di un'esperienza di socializzazione che può assumere, per bambini e adolescenti, anche un'importante valenza pedagogica. 
Se invece si è animati da spirito attivo e la voglia di allenarsi secondo i propri tempi e ritmi è prevalente, l'importante è non dimenticare alcune regole fondamentali. 
Capire i propri requisiti di partenza significa essere coscienti del proprio stato fisico, determinato dal livello delle esperienze motorie vissute in precedenza e dalla durata del tempo di inattività. In ogni caso, i segnali che il corpo ci invia non vanno mai sottovalutati: anche se ci sentiamo in forma, prestanti e pieni di voglia di fare, non dobbiamo scordare le reali possibilità del nostro corpo. 
Voler dimostrare a tutti i costi di essere quelli di una volta, a dispetto del tempo che passa, essere convinti di lavorare bene solo se si percepisce dolore oppure non accettare che i propri limiti siano inferiori a quelli di altre persone, sono tutti atteggiamenti che possono condurre a una dannosa disposizione verso l'attività fisica che risulterà, oltre che inefficace, anche pericolosa. 
Per "entrare in condizione" nel modo migliore dobbiamo adattare gli sforzi alle nostre reali possibilità, evitare momenti di sofferenza, iniziare lentamente, con pazienza e costanza, utilizzando dapprima intensità leggere per poi aumentarle progressivamente. 
Il nostro corpo non dovrebbe mai diventare un mezzo per dimostrare qualcosa, per apparire diversi da come siamo: se lo tratteremo con cura, amore e rispetto diventerà un compagno formidabile, in grado di rispecchiarci, di parlare di noi e con noi e di ricompensarci con benessere e vitalità per le attenzioni che gli abbiamo dedicato.


 
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